Esce stanotte “Non guardare giù”, il nuovo album di Tredici Pietro. Lo abbiamo ascoltato in anteprima e, traccia dopo traccia, ci siamo lasciati guidare in un flusso di coscienza nato dall’ascolto.

Nei due singoli già pubblicati “Verità” e “Morire” emerge la ricerca di risposte che sembrano irraggiungibili. L’insicurezza e l’incertezza rendono facile il fallimento, mentre la distrazione spesso si traduce in eccesso. Non si parla soltanto di sostanze, ma di una profonda analisi dell’altro, in cui si riflette un’introspezione lucida e spietata, che verte verso parole non dette. Quando un rapporto finisce, restano domande senza risposta, ed è proprio questo che l’artista vuole trasmettere attraverso questi due brani. L’intero progetto ruota attorno alla difficoltà nei rapporti umani e alla scarsa sincerità, spesso maschera di una paura più grande: quella di esporsi. La sensazione di mostrarsi fragile di fronte all’indifferenza del mondo è un piccolo incubo, in cui ogni passo avanti sembra seguito da una corsa nella direzione opposta.

Tredici Pietro in “Non guardare giù”, racconta l’individualismo e la scarsa empatia attraverso una realtà sempre più artificiale. Ipocrisia, perbenismo ed egocentrismo, in una Milano tutta “da bere” che fa da sfondo al racconto, fanno da scudo al vero essere delle persone, oramai intrappolate in una maschera di ferro.

L’album si fa portavoce di un disagio condiviso: restiamo sospesi nell’insicurezza di osare, di essere onesti e di esprimerci davvero. Il nostro contatto con gli altri diventa sempre meno autentico e sincero. Viviamo immersi in un’illusoria sensazione di pace e in una parvenza d’ordine a cui tutti si aggrappano, ma che lui si rifiuta di accettare. Ci chiudiamo in noi stessi quando vorremmo solo essere capiti e l’unica certezza è che nessuno può sopravvivere a questo mondo da solo.

A livello sonoro, l’artista non si concentra su un’unica sonorità o genere, ma ci fa capire di voler ascoltare il proprio istinto e le proprie idee. Non vuole inseguire i classici cliché o le ultime tendenze del momento, ma mettere il suo “io” al centro. Non si tratta di costruire un prodotto, ma della necessità di raccontare il proprio sentire. L’unico obiettivo è quello di tramutare in musica le proprie emozioni, senza l’esigenza di essere catalogato.

Dietro “Non guardare giù”, il nuovo album di Tredici Pietro