A Torino, nella Sala del Senato di Palazzo Madama, esattamente dove nel maggio 1848 i Savoia si impegnarono ufficialmente nel processo di unificazione italiana, fino al 25 agosto è allestita la mostra Visitate l’Italia! Promozione e pubblicità turistica 1900-1950.
Duecento manifesti provenienti da tutto lo stivale si riuniscono in questa occasione per raccontare una nazione e tutte le sue fasi turistiche vissute nella prima metà del Novecento, mostrando la potenza comunicativa della cartellonistica pubblicitaria, già di grande interesse per la redazione di BMB, che ne ha approfondito alcuni movimenti nelle rubriche “Manifesti in pillole”. Ciò che viene mostrato è un paese ideale in cui città, montagne, terme, riviere e laghi sembrano parlare e alimentare la curiosità dell’osservatore che, convinto da quel linguaggio, si fa trasportare in un viaggio nel passato.
Prima tappa: paesaggi alpini
La mostra stessa si propone come un itinerario turistico ben strutturato e suddiviso per tappe, ciascuna delle quali permette di assaporare località e paesaggi differenti.
Appena varcata la soglia della sala, come quando si fa ingresso in una piazza, il visitatore-viaggiatore si sente inglobato all’interno dello spazio, dove è proposta una prima escursione accompagnata da manifesti dedicati al paesaggio alpino e a località ad alta quota. Dalle Dolomiti a Cortina, dal Trentino alla Valle d’Aosta fino a Sestriere: dagli anni Venti, le pubblicità montane iniziano a prediligere una visione più dinamica del turismo alpino, tralasciando sempre più i paesaggi statici e sostituendoli con la rappresentazione degli sport invernali. Ci si trova, quindi, come catapultati nel fermento di uno ski club, dove giovani donne e uomini nei panni di escursionisti, sciatori o semplici turisti sembrano vivere la vita che tutti desidererebbero.
Seconda tappa: le città
Il viaggio, poi, prosegue, con una passeggiata per le strade delle città italiane più belle e famose, costeggiando pareti serpeggianti che raccontano e guidano al tempo stesso. Oltre a promuovere il turismo italiano, le pubblicità servivano a definire nella coscienza collettiva l’orgoglio per il proprio paese, mostrandone, quindi, non solo la bellezza paesaggistica, ma anche quello splendore architettonico che ha donato una forte personalità stilistica alle nostre città. Da sud a nord, gli artisti di quell’epoca vestono i panni di “ciceroni” e portano i turisti alla scoperta dell’Italia dell’arte: tra tutti, Attilio Ravaglia promuove Palermo con il suo Duomo, Marcello Dudovich propone la maestosità di Padova con la basilica di Sant’Antonio in sfondo al Monumento equestre del Gattamelata, e Armando Testa presenta la bela Turin assemblando ingranaggi su una grande iniziale “T”.
Terza tappa: le terme
Un viaggio turistico, però, non è solo escursionismo o cultura, ma anche relax e riposo: le terme, in questo, erano mete preferite da italiani e stranieri, anche per chi intendeva fare del turismo termale un soggiorno di guarigione. I manifesti diventano biglietti da visita di centri termali esaltando anche le varie virtù terapeutiche delle loro fonti naturali. L’aura che si assapora in questa parte dell’itinerario è quasi magica, in cui donne-ninfe sembrano porgere la mano e accompagnare ognuno dentro il loro mondo idilliaco di benessere.
Quarta tappa: le località balneari
Le terme lasciano lo spazio, poi, alle località balneari. La sezione dedicata alla promozione di laghi, isole e riviere italiane sprigionano colori caldi e vivaci, richiamando un’irrefrenabile voglia di svago e divertimento: numerosi sono i lavori dei già citati artisti come Dudovich, in aggiunta, tra tutti, a capolavori di Leopoldo Metlicovitz e Leonetto Cappiello. E’ così che scorci romantici sui laghi di Stresa, di Como, o di Garda fanno sognare allo stesso modo dell’eleganza e del lusso della riviera ligure o romagnola. E’ come essere catapultati in una casa al mare, dove dalle finestre è possibile ammirare la bellezza del paesaggio marittimo, riuscendo anche a percepire l’odore di salsedine o i profumi floreali, e vivendo per un attimo la stessa vita di quelle donne, uomini e bambini dei cartelloni.
Giunti alla fine del viaggio, usciti dalla Sala del Senato, ci si sente confusi come appena destati da un sogno. Una cosa, però, resta certa e fissa nella mente di ognuno: Visitate l’Italia! non è stata solo una mostra, è stata un’esperienza che ha permesso di provare sensazioni ed emozioni diverse, lasciando nei viaggiatori la speranza di uscire da Palazzo Madama e di ritrovarsi immersi nelle strade cittadine colorate da quegli stessi manifesti di un secolo fa, portatori di bellezza, sogni e ambizioni.